Arte Topiaria


 

Topiaria: un’ arte che viene da lontano

Quasi sicuramente l’arte topiaria è una delle prime forme artistiche attraverso la quale si e’ espressa la creatività dell’uomo.
Infatti potremmo pensare ai primi uomini comparsi sulla terra che adattano ai loro bisogni, le piante che la creazione gli aveva reso subito disponibili, senza ulteriori fatiche di ricerca e conquista.
Potremmo ipotizzare una capanna formata con i rami intrecciati di piante vicine tra loro; realizzazione che non avrà avuto nessun pregio artistico, ma sicuramente avrà reso coscienti i nostri progenitori di quanto potevano ottenere con talune piante.
Le principali civiltà antiche conoscevano l’Arte Topiaria: i Persiani, i Greci, i Romani, la parola stessa di origine greca ci riporta a secoli avanti Cristo. Nei classici latini di Cicerone e Plinio il Vecchio si trovano i segni che già in quegli anni venivano potate secondo svariate forme piante di Leccio, Cipresso, Alloro, Bosso. Plinio il giovane ci racconta della consuetudine di ornare le abitazioni dei notabili dell’epoca con il nome del proprietario scritto formando ad arte piante di bosso e altre specie vegetali.
La diffusione di tale arte, forse e’ superfluo notarlo, si afferma insieme alle civiltà dominanti che si sono succedute nella storia, infatti si ascrive ai Romani ed alla loro espansione colonizzatrice se essa in breve tempo si diffuse in tutta l’Europa.
L’Arte topiaria, nella sua storia, conosce momenti di estremo fulgore, con realizzazioni impegnative e importanti per il volume e il numero delle piante impiegate, con realizzazione che coprono migliaia di metri quadri di superficie. Mentre, in altri e’ vissuta ai limiti della sopravvivenza, dove solo pochi appassionati nel proprio giardino realizzavano piccole siepi o singole piante formate con il taglio sapiente di forbici e gusto artistico ricercato. Dai fasti delle ville imperiali romane, ai piccoli e seminascosti chioschi di conventi medievali, fino a rifiorire prepotentemente nella metà del ‘400 e raggiungere il suo splendore nel ‘500-‘600.
Un ricordo indelebile nella mente del viaggiatore, anche se non molto sensibile al mondo delle piante, sono le immagini che si ricordano dopo una visita ai giardini reali di Vienna. Lunghi filari di Acer campestis e Platanus, tagliati perfettamente a spalliera, creano delle barriere alte anche 15 metri, con un effetto spettacolare.
Arrivando fino ai giardini all’italiana nati dal rinascimento in poi, e presenti in tutta Italia e in particolare in Toscana, come, la Gamberaia di Settignano e la Villa Garzoni a Collodi.